Perché amare il mondo del vino? Lo racconta il Sommelier Victor Barrile

Perché amare il mondo del vino? Solo una bevanda o qualcosa di più?

Questa è una domanda che spesso frulla in testa a molti, appassionati e non, e la risposta non è certo banale. 

Ricerche storiche e ritrovamenti archeologici ci consentono di affermare che la produzione vitivinicola avveniva già nel 5000 a.C., la più antica giara di vino mai rinvenuta è stata scoperta in un villaggio neolitico nella parte settentrionale dell’Iran, quindi possiamo dire che è LA bevanda per eccellenza, elisir millenario che ha allietato, nutrito e ammaliato l’uomo da molto prima della nascita della civiltà moderna.

Nei millenni ha visto cambiare il mondo, gli assetti politici e territoriali, l’uomo, il suo modo di vivere, si è insediato stabilmente e con prepotenza  nella sua cultura, tant’è vero che non esiste famiglia, borgo, paesino o regione dell’ Europa mediterranea che non sia legato alla coltivazione della vite (Vitis vinifera) e alla sua produzione.

Tutto questo anche grazie anche all’aiuto della imponente rete commerciale dell’ Impero Romano, grandi bevitori e produttori, e al successivo largo uso nella Chiesa in quanto simbolo del sangue di Cristo, ancora oggi presente in tutte le funzioni religiose.

Il mio primo approccio a questo mondo si perde nei ricordi di un bambino con una famiglia tradizionale, con il nonno che produceva qualche bottiglia di vino all’ anno per uso familiare e che non si sedeva a tavola se non aveva il suo bicchierino d’ avanti. Capì però che ancora avevo tutto da imparare e scoprire quando andai per prima volta, a 15 anni, in Francia da parenti. 

Il nuovo compagno di mia zia, grande appassionato e collezionista, mi portò nella sua cantina  con decine e decine di bottiglie impolverate ma sistemate in modo maniacale, per la prima volta sentì parole ancora sconosciute come Châteaux, cru, millésime , mi fece assaggiare eccellenze e riserve che nemmeno sapevo esistessero.

Capì che dietro ogni una bottiglia c’era una storia, un uomo e il terreno in cui ha lavorato, cominciai ad appassionarmi e ad informarmi tanto, non avevo ancora finito la scuola che già studiavo per avere il diploma di sommelier, scoprì l’importanza di capirne di più,  di sfruttare al meglio i sensi che la natura  mi aveva concesso, ogni profumo e ogni sapore intorno a me presero un significato diverso.

 Il vino ha così tante sfumature diverse che allenai il mio palato a cogliere le sfumature dei sapori e non solo, imparare a conoscerlo mi portò anche ad amare più gli ingredienti con cui cucino, a dosare le ricette nel modo giusto e a sperimentare con i sapori. 

Ogni bottiglia di vino, se impari a decifrarla, può portarti in una nuova realtà, se assaggi un vino australiano e chiudi gli occhi potrai sentire le brezze dell’oceano e la terra rossa e ferrosa.

Quando assaggi una riserva puoi tele-trasportarti in un tempo diverso, immaginando le stagioni dell’annata della vendemmia, ogni terroir è unico e trasmette il tempo e lo spazio nella bottiglia.

Si deve educare al vino e saperne tutti di più su di esso, non solo per distinguere da cosa vale la pena bere e cosa no, ma anche per evitarne gli eccessi che possono trasformare una bevanda da toccasana a nociva. 

È un valido alleato della oramai famosa in tutto il mondo dieta mediterranea, alcuni elementi, presenti soprattutto nel vino rosso, come i polifenoli, i tannini e il resveratrolo, apportano notevoli benefici al nostro corpo.

È importante inoltre perché il vino è anche un “ingrediente” della cucina che riesce a dare quel tocco in più a tante pietanze, sia esso rosso, bianco, rosè o bollicine. È essenziale capire e sfruttare le infinite combinazioni cibo-vino, così come infiniti sono i piatti della cucina italiana ed europea.

Ma poi è convivialità, è divertimento, è aprirsi a nuove conoscenze, è amicizia e amore.

Entrare in questo mondo significa girare per cantine e ritrovarsi sempre in un paradiso diverso, conoscere personalmente piccoli produttori e ascoltare le loro storie, andare alle fiere di settore, assaggiare anche prodotti scadenti per dar più valore alle eccellenze e meravigliarsi un’altra volta ancora.

Fa parte della cultura italiana ed è intrinseco all’uomo stesso per cui non possiamo far altro che alzare i calici e brindare!

Cin!

Victor Barrile
Sommelier 

Instagram victor_barrilesommelier

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